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Torino, una stanza del consumo: dalle parole alla responsabilità
Il 25 settembre 2026, in occasione dei trent’anni de L’Isola di Arran, abbiamo riunito esperienze, competenze professionali e saperi delle persone che usano droghe per discutere di stanze del consumo. Alla tavola rotonda abbiamo affiancato una simulazione: rendere visibile un servizio significa anche mostrare una possibilità concreta di cambiamento. Da questa giornata nasce una richiesta politica precisa: aprire a Torino una stanza del consumo, assumendone collettivamente la responsabilità. Le stanze sono servizi a tutela della salute di chi usa e della convivenza nei quartieri, operano da oltre 40 anni in tutta Europa, e l’Italia è rimasto l’ultimo paese privo di questo presidio di riduzione del danno. Torino ha una storia di riduzione del danno costruita da persone che usano sostanze, associazioni, operatori e servizi pubblici. L’esperienza della “stanzetta” di Collegno - uno spazio informale per il consumo sicuro che ha funzionato per oltre dieci anni - ricordata durante il confronto, appartiene a questa storia. Le competenze esistono, così come le reti e la capacità di progettare. Chiediamo che questo patrimonio si traduca in una decisione, con risorse, responsabilità definite e tempi pubblici. Gli approfondimenti devono accompagnare l’apertura, senza diventare il luogo del suo rinvio permanente.
Quanto accade oggi al Parco Sempione interpella tutta la città. Affrontare il consumo nello spazio pubblico attraverso il solo allontanamento significa lasciare irrisolti i bisogni delle persone e dei quartieri. La sicurezza va misurata anche nella possibilità di ricevere aiuto, nella continuità delle relazioni, nella disponibilità di luoghi accessibili. La salute di chi usa droghe è parte della salute della città. Il diritto alla cura non può dipendere dall’astinenza.
La stanza del consumo che chiediamo deve essere parte di una rete stabile: accoglienza a bassa soglia, prevenzione e gestione delle overdose, materiali sterili, drug checking, assistenza sociale e sanitaria, collegamento con i servizi e accompagnamento ai percorsi scelti dalle persone. Un presidio capace di dare continuità al lavoro di strada e di mettere in elazione interventi oggi spesso frammentati. L’obiettivo è ridurre i rischi e ampliare le possibilità di tutela, senza promettere un consumo privo di rischi, ma costruendo un contesto che li riduce e mette le persone che usano. nella condizione di prendersi cura della propria salute.
Le persone che usano droghe devono partecipare alle decisioni, alla progettazione, alla gestione e alla valutazione del servizio. Il sapere dei pari è una competenza che va riconosciuta e sostenuta con risorse adeguate. Sono anche le esperienze di chi frequenta questi spazi a indicarne i limiti: procedure invasive, attese incompatibili con i bisogni, orari insufficienti, ambienti inadatti alle diverse modalità di consumo possono ridurne l’efficacia.
Progettare in modo competente e partecipato è garanzia di funzionalità e successo. Per questo é prezioso il contributo dell’Università di Torino che sta avviando uno studio di fattibilità sociale, giuridica e organizzativa di una stanza a Torino, con il coinvolgimento degli attori sociali.
Il confronto ha richiamato inoltre la necessità di servizi attenti alle differenze di età, genere e condizioni di vita. Donne e persone giovani devono poter contribuire alla costruzione delle risposte che le riguardano. Accoglienza, riservatezza, salute sessuale e qualità delle relazioni fanno parte della tutela della salute. Anche i divari territoriali vanno affrontati: le esperienze più avanzate devono aprire possibilità per altri territori.
Questa scelta richiede un lavoro serio con residenti, commercianti e famiglie. Ascoltare le difficoltà dei quartieri, costruire mediazione e rendere verificabili i risultati sono responsabilità del servizio e delle istituzioni. La valutazione deve considerare salute, accessibilità, convivenza e impatto sociale. Le paure vanno ascoltate; usarle per alimentare stigma e consenso elettorale impedisce di costruire risposte.
Chiediamo al Comune, alla Regione e alle aziende sanitarie di rendere concreto questo percorso, insieme alle persone che usano droghe, al terzo settore e alle reti professionali. Occorrono una sede, finanziamenti continuativi, un quadro operativo definito e responsabilità istituzionali esplicite. Associazioni e operatori non possono essere lasciati soli a sostenere rischi e oneri di una scelta che riguarda la salute pubblica, né è accettabile che si faccia ideologia su un servizio che ha dimostrato la sua efficacia.
Come realtà firmatarie, ci impegniamo a mettere in comune saperi, esperienze e capacità operative per rendere possibile l’apertura di una stanza del consumo a Torino, con il protagonismo delle persone che usano droghe. Chiediamo alle istituzioni di assumere la propria parte di responsabilità, traducendo questo percorso in decisioni, risorse e tempi certi.
La giornata del 25 settembre ha reso visibile una possibilità concreta. Ora chiediamo che diventi un servizio accessibile e stabile: la tutela della salute e della dignità delle persone non può continuare a essere rinviata, la convivenza sociale ha bisogno di concretezza non di slogan.
Firmatari:
L’Isola di Arran ODV
Forum Droghe
CNCA Nazionale
ItaRdD - Rete Italiana per la Riduzione del Danno
COBS Piemonte - Coordinamento Operatorə Bassa Soglia
Leopoldo Grosso, Psicologo psicoterapeuta, Presidente Onorario Gruppo Abele
Maria Teresa Revello, Già Referente Ufficio Dipendenze Regione Piemonte
Paolo Jarre, Già Direttore Dipartimento “Patologia delle dipendenze” - ASL TO3
Angela De Bernardis, Già Direttrice Dipartimento “Patologia delle dipendenze” - ASL TO4
Augusto Consoli, Già Direttore Dipartimento “Patologia delle dipendenze” - ASL TO5
Angelo Giglio già Direttore SC SerD e responsabile Unità Mobile Cango - ASL Città di Torino
Carlo Zarmati, già Direttore Dipartimento "Patologia delle dipendenze" ASL TO4
Alberto Arnaudo già direttore SC SerD - ASL Cuneo
Mauro Croce, già Dirigente Responsabile SerD - ASL Verbania
Rocco Mercuri, già Dirigente Responsabile SerD - ASL Collegno
Edoardo Polidori, gia' Direttore SC del Serd di Forlì e del Serd di Rimini
ItaNPUD APS - Network Italiano di Persone che Usano Droghe
Lab57 Alchemica
Youth Rise
EuroNPUD
Prendi il tuo piacere seriamente
L’obbiettivo di questa guida non è incoraggiare il consumo di droghe, ma proteggere da malattie e infezioni gravi chi non riesce o non vuole smettere.
esplorali e supportali!
I nostri progetti e servizi
Negli anni, insieme ad altre realtà, abbiamo portato avanti tanti progetti e servizi. Qui a fianco ne troverete alcuni.

FOCUS:
unità di sopravvivenza notturna
endurance
Il dormitorio per persone che usano attivamente droghe

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Per ringraziarti, abbiamo pensato a qualcosa di speciale: abbiamo realizzato delle magliette serigrafate, che invieremo a chi ci sosterrà con una donazione. Potrai scegliere quella che preferisci! Così farai conoscere a più persone la RDD.
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MANUALE DI PEER SUPPORT
carta dei diritti delle persone che usano droghe